Il disastro dell'interpretatore elettronico

DI MARCO MAGRINI

«Sul Viaggio della Stella, lo spoke del capitano di Kirk in inglese con quei avversi circa i mondi più lontani e - ringraziamenti ad un interpretatore elettronico in tempo reale - sono stati capiti perfettamente. Nella verità ma, è facile che riusciremo ad avere prima del teletrasporto (un'altra comodità grande a disposizione di Kirk e dei compagni), che non il fucile automatico dell'interpretatore. Le lingue del pianeta, che per quanto conosciamo che alcuni sono più numerose di tutte le lingue della galassia, sono frutta di storia, la coltura, sensi dire ed essendo. Qui perché la base dei traduttori a voi sul granché di fotoricettore (il più famoso ed antico di quale BabelFish è denominato) è accaduto».

Sì, d'accordo, è surreale. Ma è proprio quel che volevamo dire. La grande Rete ha rivoluzionato il sapere e le comunicazioni, ma non ha neppure scalfito la torre di Babele. Il caos delle lingue si è replicato anche nel mondo dei bit, e presto il mandarino scavalcherà l'inglese sul podio della lingua più parlata nel web.

Per la precisione, volevamo dire che:

Su Star Trek, il capitano Kirk parlava in inglese con gli alieni dei mondi più lontani e - grazie a un interprete elettronico in tempo reale - tutti si capivano perfettamente. In verità però, è facile che riusciremo a sperimentare prima il teletrasporto (un'altra grande comodità a disposizione di Kirk e compagni), che non l'interprete automatico. Le lingue del pianeta, che per quanto ne sappiamo sono più numerose di tutti gli idiomi della galassia, sono frutto di storia, di cultura, di modi di dire e di essere. Ecco perché i traduttori basati sul web (il più famoso e antico dei quali si chiama BabelFish) non hanno granché successo.

Anzi, sono un vero disastro. Prendendo il capoverso precedente, traducendolo in inglese con BabelFish e poi di nuovo in italiano, si ottiene quel capolavoro comico che avete letto nelle prime righe, mentre pensavate intensamente che quelli di Nòva24 avevano perso - una volta per tutte - il cervello.

Ora, non bisogna credere che sia colpa della doppia traduzione italiano-inglese e inglese-italiano. «Abbiamo parlato della guerra con terrore – dice il presidente George W. Bush sulla homepage della Casa Bianca, tradotta direttamente in italiano via BabelFish – e ho detto al primo ministro a come gli americani pleased erano che il governo canadese ha fatto il lavoro duro necessario per interrompere i diagrammi del terrorista». Ora, nonostante i frequenti incidenti linguistici del presidente abbiano ispirato una raccolta («Bushisms») che è stata un best seller nelle librerie americane, l'inquilino della Casa Bianca parla decisamente meglio di così.

A proposito. Anche il titolo di questo articolo doveva essere assai migliore: «Il disastro dell'interprete elettronico». Ma poi, l'«interpretatore elettronico» – come il povero BabelFish si autodefinisce – ne ha combinata un'altra delle sue.

13.07.06

disegno di Domenico Rosa
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