DI MARCO MAGRINI
«Ciao. Sono io. Ormai siamo a 1.200 miglia di distanza, 33mila piedi di altezza: vento di coda e non c'è un filo di turbolenza. Per le otto, puoi buttare la pasta».
Se questa telefonata vi sembra agghiacciante, è perché siete soliti viaggiare in aereo e godete intimamente della totale assenza di comunicazioni cellulari in volo. Un'assenza sin qui motivata dai dubbi - solo dubbi - sulle possibili interferenze dei telefonini con le strumentazioni di bordo. E anche dal fatto che, alle altezze di crociera, il segnale cellulare arriva ben difficilmente, se non per nulla.
Il guaio però, è che quel silenzio potrebbe rompersi. Le soluzioni tecnologiche per ovviare a entrambi gli inconvenienti, ci sono già. Ma, soprattutto, c'è la ferrea volontà delle compagnie aeree e delle compagnie telefoniche di trovare nuove fonti di ricavo: visto che ogni giorno milioni di persone si fanno almeno un decollo e un atterraggio, cosa c'è di meglio che riempire quell'intervallo con delle telefonate a pagamento? È dal 2004, che l'americana Fcc (Federal communication commission) sta esaminando una proposta di revisione dei regolamenti, che potrebbe aprire la strada alle temibili telefonate dal cielo. Finora, non è stata presa nessuna decisione. Ma c'è chi sostiene che il lobbying delle grandi imprese - aeronautiche o telefoniche che siano - possa presto portare dei frutti.
Per fortuna, la scienza - con tutte le sue certezze punteggiate da incertezze - potrebbe venire dalla parte del viaggiatore. Alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University hanno appena concluso che i cellulari potrebbero mettere a repentaglio i sistemi di navigazione del velivolo. Portando a bordo, chiuso in una valigia, un sistema di monitoraggio delle radiofrequenze hanno visto che, nonostante i divieti, in media vengono tentate quattro telefonate per ogni volo. E che, nonostante le diverse frequenze utilizzate da telefoni e sistemi di navigazione, qualche problema di interferenza potrebbe verificarsi.
Suggeriamo alle autorità mondiali dell'aviazione civile di prestare grande attenzione a questo studio. Ormai, sugli Eurostar da Milano a Roma, si può sapere tutto sulla persona che ti viaggia accanto, anche senza volerlo. Sarebbe bello, se il volo restasse quell'isola di silenziosa riflessione che è oggi. Senza nessun voyeurismo obbligatorio.
06.07.06
disegno di Domenico Rosa![]() |
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