DI MARCO MAGRINI
C'era una volta un manager (John Sculley) che, diventato celebre con le bollicine (Pepsi-Cola), si buttò nei computer (Apple) facendosi una pessima reputazione per le sue azioni (la cacciata di Steve Jobs) e per la sua insipienza tecnologica («a che serve la connettività?»). Un giorno però, lanciò l'idea di un prodotto futuribile, battezzato Knowledge navigator.
In realtà, l'unica cosa che Sculley conosceva era Hypercard, un primitivo (ma rivoluzionario) software Apple per la navigazione ipertestuale. Alla fine però, gliene va dato atto, il suo sogno si è realizzato. Solo che non è di proprietà di nessuno. Il vero Knowledge navigator si chiama Wikipedia, l'«enciclopedia libera» ipertestuale, scritta dalla gente del mondo in quel paradiso della connettività chiamato Web.
Nel lavoro, nelle ricerche, nelle curiosità di tutti i giorni, non c'è nulla di meglio che perdersi lungo i sentieri logici delle sue voci, legate l'una all'altra alla sola distanza di un click. E, perdipiù (come sa bene la povera Encyclopedia Britannica), il viaggio è gratis. Però c'è un però: quest'euforica sensazione di onniscienza - a ben pensarci inedita, nella storia dell'umanità - si avverte soprattutto quando si cammina nei meandri della Wikipedia in inglese, con il suo milione e passa di articoli. In italiano (165mila), può ancora capitare che qua e là il sentiero del sapere s'interrompa. Anche se è solo questione di tempo.
«Stiamo facendo un buon lavoro», assicura Piero Grandesso, 21 anni, studente di Storia a Bologna e - con lo pseudonimo Piero Tasso - uno dei 50 administrator di Wikipedia Italia. Lui stesso ci lavora «almeno due ore al giorno», anche se parte di questo "lavoro" - certo non retribuito - sta nel fronteggiare «schiere di vandali» che ogni giorno cercano di danneggiare l'integrità di Wikipedia cancellando o inserendo parole. «Sotto le elezioni - racconta - abbiamo dovuto bloccare la voce "Silvio Berlusconi", perché era oggetto di una vera e propria battaglia».
Ma c'è un altro tipo di battaglia, assai più cavalleresca, in corso: quella delle lingue.
La Wiki in svedese (9 milioni di madrelingua) ha mille voci in più di quella in italiano, ottava al mondo. Mentro lo spagnolo (333 milioni di madrelingua) è al decimo posto. «Personalmente - dice Grandesso - non sono interessato a questa competizione. Ma molti lo sono. Ad esempio, è noto che i portoghesi hanno inserito migliaia di voci con tutte le possibili piante», per scalare la classifica. Sarà per questo, se il portoghese viene prima dello spagnolo. «A dire il vero, anche quella in inglese, la mamma di tutte le Wikipedia, è talvolta accusata di non dedicare sufficienti attenzioni alla qualità, pur di fare quantità». Sarà per questo se - pochi mesi dopo aver annunciato la milionesima voce - il numero di articoli in inglese è già a quota 1.186.290.
«Gli utenti iscritti in Italia sono 70mila - aggiunge Grandesso - e, di questi, solo un centinaio sono veramente attivi a scrivere o a tradurre voci». Dunque, non resta che inneggiare a un aumento della partecipazione: perché non lanciare un attacco al polacco, che è la quarta wiki-lingua del mondo, con 240mila articoli?
Del resto, gli italiani se lo meritano un bel Knowledge navigator. Pardon, un Navigatore della conoscenza.
04.05.06
disegno di Domenico Rosa![]() |
|||||||||||