Cosa succede quando il mondo è in linea

DI MARCO MAGRINI

John Crewdson, un reporter del Chicago Tribune, lunedì ha fatto un bello scoop. Ha scovato in rete i nomi di 2.653 dipendenti della Cia, 50 numeri di telefono riservati che fanno capo all'agenzia federale di intelligence, nonché l'indirizzo di oltre venti basi in giro per gli Stati Uniti. «Se non ci riuscivano gli islamici - ha commentato stizzito un senatore a Washington - potevano farlo i cinesi». Ma son cose che succedono, quando tutto è online, in linea.

Michael Ross, uno studente dell'Università di Malmö in Svezia, sta per laurearsi. Domani discuterà la sua tesi, intitolata «Digitare, fare ed essere: la sessualità maschile su internet», dove sostiene che gli eterosessuali che hanno avuto precedenti fantasie omosessuali, finiscono spesso per sperimentare relazioni con altri uomini attraverso la rete. «Via internet - dice Ross - la gente incontra e cerca persone che altrimenti non avrebbe mai trovato». Son cose che succedono, quando la vita è in linea.

Prithviraj Chauhan, ministro indiano, martedì ha fatto un annuncio: il Governo sta valutando le foto dell'India scattate dal satellite e pubblicate su Google Earth, e dovrà decidere come fare a mascherare gli obiettivi sensibili. Son cose che succedono, quando il mondo è in linea.

«Quando sono arrivato alla Casa Bianca - ha detto una volta Bill Clinton - l'internet era conosciuta solo dagli scienziati nucleari. Oggi, anche il mio gatto ha una homepage». La battuta è divertente. Ma non indovinereste mai quand'è che l'ha pronunciata: correva il 1996 e Clinton era alla fine del primo mandato. Nel gennaio 1993, quando si trasferì dall'Arkansas a Washington, il web era davvero una cosa per iniziati. Nel 1996, gli utenti erano già 16 milioni. Oggi - anzi, lo scorso dicembre - hanno superato il miliardo. Dire che tutta l'umanità è online, in linea, è falso. Ma nulla era cresciuto mai a questa velocità.

Il bello è che non è finita. Al giorno d'oggi, abbondano i progetti per mettere in linea - ovvero tradurre in bit, dentro ai server collegati al web - tutti i libri del mondo. Alcune centinaia di migliaia di brani musicali sono già lì. Adesso gira voce che la Apple voglia aggiungere, al suo negozio digitale di musica, anche i film. Intanto, ogni giorno che passa, aumentano gli utenti, le pagine, i domini, i siti, i blog. E tutto quanto va sempre più in linea. Figuratevi che, entro qualche tempo, l'internet protocol passerà dalla versione 4 (4,3 miliardi di indirizzi disponibili) alla versione 6, che avrà un numero di indirizzi impronunciabile: un 3 seguito da 38 zeri. Motivo: anche i frigoriferi - come raccontiamo a pagina 4 - avranno un indirizzo Ip.

Jonathan Stance, uno studente di fisica del Minnesota, è diventato una celebrità. Dal suo computer tascabile è riuscito ad accedere al frigobar dello Studio ovale e ha rivelato che il presidente beve una certa birra olandese e non quella americana che lui stesso reclamizza in tivù, nel contestato spot che serve a finanziare il deficit federale. Il portavoce della Casa Bianca ha smentito, con malcelato imbarazzo.

Saran cose che succedono, quando tutto – e ancor di più – sarà in linea.

16.03.06

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disegno di Domenico Rosa