Il disco di Nebra e il ritmo della vita

DI MARCO MAGRINI

Il disco era stato trovato da alcuni tombaroli, vicino alla città tedesca di Nebra. Tre anni fa, l'Interpol l'ha recuperato in Svizzera, con un'operazione in stile James Bond. E pochi giorni fa, l'Istituto archeologico di Halle, in Germania, ha annunciato di aver risolto il mistero del manufatto di bronzo con Sole, Luna e stelle d'oro, datato 1.600 avanti Cristo: il Disco di Nebra è un orologio astronomico, usato per calcolare le discrepanze fra il calendario solare e quello lunare.

La notizia contiene due rivelazioni. La prima è che, nell'Età del bronzo, i nordeuropei erano più evoluti di quanto ci si aspettasse. E la seconda è che, già 3.600 anni fa, gli esseri umani - da Babilonia alle rive del Reno - erano alle prese con il grande ingannatore: il tempo.

La scienza deve ancora trovare la risposta a un mistero ancor più grande del Disco di Nebra: per quale meccanismo biologico il tempo passa lentamente in gioventù - dando la sensazione che la vita sia lunga - e si mette a correre con l'età adulta? In compenso, sappiamo che il corpo umano è pieno di "cronometri" cellulari, regolati chimicamente: sono la dopamina e altre molecole, a far sì che il fluire del tempo paia interminabile durante un convegno sui tassi d'interesse argentini e che invece voli via, in una notte d'amore.

Ma il più spettacolare degli enigmi, rimane quello della freccia del tempo. Ai nostri occhi - giovani o vecchi che siano - il tempo dà sempre la sensazione di un flusso, che va diritto lungo la traiettoria passato-presente-futuro: la quale, non a caso, traccia i confini grammaticali di tutte le lingue del mondo. Peccato che, in fisica, questo tempo unidirezionale non abbia significato.

«Passato, presente e futuro sono solo illusioni», scrisse Einstein a un amico. Secondo la Relatività speciale, due eventi che possono apparire simultanei da una visuale, possono non esserlo da un'altra. «La conclusione più immediata - osserva il divulgatore Paul Davies in un dossier di Scientific American dedicato al tema - è che sia il passato che il futuro siano prefissati. Per questo motivo, i fisici concepiscono il tempo nella sua interezza: un “tempo-rama” analogo a un panorama, con tutti gli eventi passati e futuri osservati insieme».

La percezione del tempo è soggettiva, e pure illusoria. Perdipiù, secondo la teoria della gravità quantistica, lo spazio e il tempo non sarebbero continui come ci appaiono, ma verrebbero in pezzi "discreti". Un po' come la musica che ascoltiamo: è codificata in blocchi di bit, ma la udiamo come una cosa continua.

Biologicamente, siamo uguali agli uomini di Nebra. Solo che, dall'età del Bronzo all'età di Internet, si è trasformata la concezione stessa del tempo. Abbiamo la posta elettronica, i messaggi istantanei e la pizza recapitata calda a casa. E, in un'economia che si calcola ormai in gigabyte al secondo, il tempo - più che denaro - è diventato una materia prima. Forse la prima, delle materie prime.

Tempo soggettivo, tempo biologico, tempo-rama, tempo a pezzetti, tempo come dimensione. Abbiamo scoperto un sacco di cose, in 3.600 anni. Ma il Disco di Nebra, col Sole e le stelle disegnati dall'oro, ci rammenta - da un tempo lontano - che il tempo è un tesoro.

09.03.06

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