Molto motore per nulla

DI MARCO MAGRINI

Jacques Chirac va matto per gli annunci. Forse perché danno prova di risolutezza politica (le telepromesse vanno mantenute), forse perché sono simbolo di modernità e trasparenza, o più banalmente perché lui stesso ha sempre ammirato il senso teatrale del generale De Gaulle. Fatto sta che – aggiungiamo un altro forse – faceva meglio a stare zitto.

Nel telediscorso di Capodanno, il presidente ha annunciato al popolo l'imminente nascita del motore di ricerca Quaero, risposta di Francia e Germania allo strapotere dei Google e degli Yahoo. A parte il fatto che Quaero - dal latino «io cerco» - si presenta più come una versione digitale del vecchio asse francotedesco che non come una più comprensibile iniziativa europea, non si capisce cosa c'entrino i motori di ricerca con la politica nazionale. Le questioni sono due. Primo: Google è diventata quello che è, grazie a un algoritmo partorito da due intraprendenti giovanotti, non grazie al governo americano. Secondo: se hai una tecnologia migliore degli altri, falla funzionare prima di raccontarla; se non ce l'hai (e al momento non ce l'ha neppure la Microsoft), il silenzio è d'oro.

Ma la smania da annunciazione ha toccato l'apice con un'altra tecnologia, che è invece a piena disposizione della Repubblica francese. «Se uno Stato usasse il terrorismo contro di noi - ha detto Chirac con cipiglio, la settimana scorsa - andrebbe incontro alla nostra dura risposta(...) che potrebbe anche essere non convenzionale».

Curioso, no? Che la force de frappe sieda su un bel po' di megatoni di forza esplosiva, non è un mistero per nessun diplomatico al mondo, figurarsi per quelli degli «Stati canaglia». Ma ora che l'Europa spera di convincere il governo di Teheran alla ragionevolezza atomica (e l'Eliseo ha dovuto smentire che si trattasse di un messaggio rivolto all'Iran), l'immagine di un missile nucleare francese che si leva in cielo non pare destinata a scoraggiare l'altrui riarmo. Semmai, l'esatto contrario.

Il dominio americano sul mondo digitale - per quanto meno pressante del terrorismo - è solo l'ultimo dei nodi che aggrovigliano la geopolitica planetaria. In questo, Chirac ha ragione. Ma visto che il progetto Quaero è stato affidato a delle imprese private o semipubbliche (Thomson e France Telecom da una parte, Bertelsmann e Deutsche Telekom dall'altra), davvero non si vede perché brandirlo politicamente durante i teleannunci a reti unificate.

Il risultato è che, proclami a parte, di Quaero sul web non c'è traccia. La Thomson aveva delle informazioni sul suo sito ma, forse per la pubblicità del l'Eliseo, le ha appena protette con una password. Il dominio quaero.com è di proprietà di una società canadese; quaero.it di un'azienda di Bologna; quaero.eu non è ancora assegnato. Chirac non ha detto quand'è che i cittadini europei avranno il loro motore di ricerca ma, curiosando sulla rete, c'è chi dice a febbraio, chi la prossima estate e chi mai.

Come avrebbe detto Shakespeare: much google about nothing. Molto motore (di ricerca) per nulla.

26.01.06

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disegno di Domenico Rosa