DI MARCO MAGRINI
«Buon compleanno. Oggi ne compi 45, se sei ancora vivo. Quest'anno ricordati di controllare che vengano resi pubblici i documenti sull'omicidio del presidente Kennedy, come stabilito dallo United States Assassination Records Review Board. E ricordati dell'eclisse totale in agosto».
Questa email è stata scritta un mese fa, ma sarà consegnata a un server di posta elettronica il 16 gennaio del 2017, compleanno di un mittente ignoto che - oggi 33enne - vuole essere al tempo stesso destinatario di uno dei misteri più inconfessabili della storia americana. Ma non c'è niente di strano: visitando www.futureme.org («me nel futuro»), anche voi potete scrivere al vostro voi che verrà.
Futureme.org se l'è inventato Matt Sly, un californiano di 29 anni. «L'ispirazione - dice - me l'ha data la maestra delle elementari, che ci faceva scrivere delle lettere a noi stessi». Il che, è un po' bislacco. Ma che dire se la lettera è indirizzata a un qualcuno che - visto come cambiano gli esseri umani, biologicamente e mentalmente - fra trent'anni porterà ancora il suo nome, ma sarà in definitiva un'altra persona? Beh, se Sly ha collezionato in poco più di un anno 129mila email da spedire nel futuro, ci sarà pure un motivo.
Ma il passato? Cosa resterà fra trent'anni di questo fatuo mondo digitale che ha cambiato anche la nostra percezione del tempo - comunicazioni istantanee, immagini in tempo reale - nel breve giro di un decennio? In teoria, assolutamente nulla. Per fortuna c'è qualcuno che ci ha pensato in anticipo. L'Internet Archive di San Francisco è una società non-profit messa in piedi nel 1996 da un gruppo di benefattori digitali per «offrire l'accesso permanente a una sorta di grande biblioteca dell'internet, da parte di storici e studiosi».
Anche senza essere uno studioso però, entrando in www.archive.org chiunque può andare a curiosare nel passato della rete. Si può vedere com'era rozza la homepage di Yahoo! nel 1996; si può scoprire qual è stato il primo quotidiano italiano ad apparire online; oppure si possono rileggere annunci e dichiarazioni che - alla velocità vertiginosa con cui si muove il nuovo mondo - suonano a dir poco divertenti. È curioso ma, a dieci anni dalla rivoluzione del web, un qualsiasi Amarcord digitale fa già tenerezza.
Nella nuova realtà digitale, passato e futuro sono finalmente uniti nel presente. Non è cosa da poco. Quando un'altra rivoluzione intorno al Sole volge al termine, gli abitanti del pianeta si pongono sempre le medesime domande: tanto sul passato già scritto alle spalle, quanto sul futuro fatalmente privo di un copione. A ben pensarci, dal web potrebbero imparare qualcosa: fare più tesoro del passato e guardare con più lungimiranza al futuro. Un esempio? Quel tizio della lettera farà bene a leggere qualche altro libro di storia americana, da qui al 2017. E anche a pagare per 12 anni lo stesso internet provider: se cambia indirizzo di posta elettronica, buonanotte.
Anzi, buon anno.
28.12.05

disegno di Domenico Rosa
![]() |
|||||||||||