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Buon anno, Astronave Terra

In Frontiere by Marco MagriniLeave a Comment

E così, la Terra ha appena cominciato un altro giro di giostra intorno al Sole. Come ogni primo gennaio, celebriamo l’inaugurazione di un nuovo calendario su cui scrivere la storia, collettiva e personale, della brulicante vita su questo pianeta.

Nel 2016 ci saranno altre guerre e altre rivoluzioni, altro terrorismo e altre migrazioni. E poi ancora elezioni e contestazioni, prosperità e crisi, innamoramenti e divorzi, tre volte più nascite che morti. Un incredibile marasma a bordo di un’astronave che vaga silenziosa nello spazio.

È impressionante la distanza che intercorre fra la nostra percezione del mondo – l’ancestrale impressione che la Terra stia ferma, mentre girano il Sole e le stagioni – e la realtà delle cose.

All’equatore, il punto dove gira più velocemente, questo pianeta ruota su se stesso a circa 1.670 chilometri all’ora. Alla latitudine dell’Italia, (prendiamo Piacenza, che è attraversata dal 45° parallelo nord) la velocità è di 1.180 Km/h.

Poi, ovviamente, la Terra ruota intorno al Sole lungo un sentiero ellittico: per effetto della gravità, quando siamo più vicini alla nostra stella (come accade proprio in questo momento) la velocità accelera. Mediamente però, la Terra corre a 106.656 chilometri all’ora, nella sua giostra di 356 giorni intorno al Sole.

Ma c’è una giostra assai più colossale: la rotazione di tutti i sistemi solari, incluso il nostro, intorno al centro della Via Lattea. Per completarla, lungo l’interminabile anno galattico, ci vogliono circa 225 milioni di anni terrestri. E la Terra, insieme a Luna, Marte e Giove,  viaggia in questo percorso circolare dentro alla galassia a quasi 784.000 chilometri all’ora.

Se aggiungiamo che la nostra galassia ruota insieme al gruppo locale di galassie a 864.000 chilometri all’ora, la nostra sensazione di staticità sembra una barzelletta, se non addirittura una beffa.

Ecco, c’è come la sensazione che, senza una minima  consapevolezza di questa realtà cosmica, non possiamo che avere un’interpretazione parziale della realtà terrestre. Se riuscissimo a osservare dall’alto del pianeta i giochi di potere, le prevaricazioni e le cocenti disparità (ovviamente insieme alle opere, all’ingegno e alle sorprendenti bontà), sarebbe assai più facile vedere che il destino della razza umana è intimamente legato al pianeta a bordo del quale viaggia.

Buon anno, Astronave Terra. E buona fortuna.

Pubblicato il 1.1.16 su Eureka, un blog de L’Espresso