Cervello. Manuale dell’utente



Marco Magrini

Cervello. Manuale dell'utente

Giunti Editore, 2017

pagg. 256

in libreria dal 19 ottobre



«Abbiamo un manuale per tutte le macchine che possediamo, fuorché per quella più importante». Da questa banale riflessione, è nata l’idea di scrivere un manuale sul cervello umano, strutturato come il manuale di una lavatrice o di un frigorifero.

Già dai titoli dei capitoli (Installazione, Operatività, Pannello di controllo, Espansioni…) si capisce che la metafora è portata agli estremi. Il lieve tono umoristico contribuisce alla sua finalità divulgativa, nel senso più largo possibile.

Il cervello non è esattamente una macchina, eppure ogni utente di un cervello umano dovrebbe conoscere meglio i componenti, i meccanismi e gli ingranaggi biologici che lo fanno funzionare. Ad esempio sapere che il cervello è tutt’altro che statico: è plastico, cambia continuamente, può imparare qualsiasi cosa o correggere le abitudini indesiderate. Eppure può restare vittima dei suoi stessi pregiudizi o dei processi automatici che derivano dalla sua interminabile storia evolutiva.

È il momento giusto per saperne di più. Nonostante il genere umano sia ancora lontano dal comprenderla compiutamente, i giganteschi progressi collezionati dalle neuroscienze negli ultimi anni stanno facendo luce sulle meraviglie, talvolta controintuitive e inaspettate, della macchina cerebrale. «In questo libro, che ha perfino la fortuna di essere divertente – scrive nella postfazione il professor Tomaso Poggio dell’MIT – è sintetizzata benissimo».

Per cominciare

1. Visione d’insieme

2. Componenti

3. Topografia

4. Caratteristiche principali

5. Installazione

6. Operatività

7. Pannello di Controllo

8. Modelli

9. Problemi Comuni

 

 

10. End-of-life (EOL)

11. Estensioni

12. Versioni Future

Appendice

Postfazione di Tomaso Poggio

 

 

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Comments

  1. Alina Resch

    Salve, ho appena terminato il suo “cervello”. Mi chiedevo come mai nelle conclusioni, in merito ai possibili scenari di AI, non abbia accennato al limite logico imposto dai teoremi di Godel. I paradossi etici da soli non bastano per indurre alla massima attenzione o per scongiurare il “lascia fare” che il combinato disposto di ricerca scientifica e mercato inesorabilmente perseguono. A renderci molto cauti nell’ affidarci alla AI, può avere più successo la consapevolezza che sistemi formali così complessi sono destinati, per la loro natura intrinseca a “incoerenza” e “incompletezza”.
    Il mio cervello è molto grato delle piacevoli scariche di dopamina che il suo libro ha scatenato. :-)

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